Le montagne russe emotive del disturbo bipolare
Il disturbo bipolare raramente si presenta con un vero e proprio preavviso. Più spesso arriva quando meno ve lo aspettate, un po’ come un’app del meteo che al mattino vi promette una giornata di sole e, senza alcun avvertimento, passa a lanciare un’allerta uragano, per poi suggerirvi tranquillamente di portare di nuovo gli occhiali da sole. Tutto questo prima ancora di aver fatto colazione.
Se il cervello venisse fornito con un manuale di istruzioni, quello di una persona con disturbo bipolare probabilmente avrebbe scritto tutto in caratteri minuscoli, qualche pagina sarebbe andata persa e, tanto per completare il quadro, ci sarebbe anche qualche macchia di caffè qua e là.

La psicoterapia può offrire un supporto concreto per comprendere meglio i cambiamenti dell’umore, riconoscere i segnali di una possibile fase e sviluppare strategie utili per affrontare più serenamente le diverse situazioni.
A complicare ulteriormente la confusione, le persone tendono a pensare agli stati emotivi come a scatole ordinate e ben definite (ad esempio, felice, triste, stanco, leggermente infastidito da chi cammina lentamente). Tuttavia, il cervello umano (soprattutto uno in cui sono in atto grandi cambiamenti) non ha alcun bisogno di conformarsi agli “standard delle scatole”. Al contrario, il cervello si metterà a inventare nuovi modi di interpretare le emozioni; alcuni porteranno ad adattamenti geniali; altri, come una band jazz che suona insieme senza essersi accordata sulla tonalità da suonare.
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